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Forest Poems    

M. Ivana Trevisani Bach

Poems about forest and trees 

Author: M. Ivana Trevisani Bach

Translator into English: Kiawna Brewster

 

Tree 

 

Albero

The majestic Beech tree

 

A deafening noise

rapes the silence of the Wood.    

The blade of steel greedily,

screeching[screeches] and vibrating,

tears to pieces the wet big trunk

of the high, marvellous,

majestic Beech tree.  

 

 

The stem bends,

creaking on a side, 

and interlaces its branches    

with its brother-branches

seeking a last hug.

Then, with immense rumble,

it crashes abruptly

making the earth tremble,   

in the scared big forest

frightened by the last outrage.  

 

 

 

Silently, the cut down stem

cries clear pearls of lymph

and shows in the mortal wound

several concentric rings;   

imprints of a long and remote past:   

snowy, windy, and  freezing winters ,   

cheerful concerts of birds' songs    

in the tepid May sun.   

 

 I observe with sadness and attention,

 that cut, that section of life;    

a cryptography graven in the rings,  

every season, for secret and coded memory  

without understanding its arcane language.

 

 

So, at the end of our life,

the dusty black microgrooves,

on which every story was carved,

without a pick up,

without a devise of diffusion,

will remain, forever,

a mysterious, silent message. 

 

 

 

 

Il Maestoso Faggio

 

Un fragore assordante

stupra il silenzio del bosco.

Stridono, vibrando,

i denti della lama d'acciaio,

e sbranano, ingordi,

 il tronco bagnato

del maestoso, solenne

ed altissimo  Faggio.

Scricchiolando, il fusto

si inclina su un lato

e, tentando un ultimo abbraccio,

intreccia i suoi rami coi rami fratelli.

Poi, s’abbatte di schianto,

con immenso boato,

facendo tremare la terra

nella grande foresta atterrita

e sgomenta

 per l’ultimo oltraggio.

Muto, il fusto appena troncato,

piange limpide perle di linfa

e mostra, nella ferita,

numerosi concentrici anelli;

impronte di un lungo e remoto passato:

inverni di neve, di vento e di ghiaccio,

concerti gioiosi di canti di uccelli

nel tiepido sole

del mese di maggio.

Triste, osservo con attenzione,

quel taglio, quella sezione di vita,

e la crittografia che, ad ogni stagione,

per segreta e cifrata memoria,

negli anelli è stata scolpita,

senza capirne

           l’arcano linguaggio.

Così, alla fine della nostra vita,

i polverosi microsolchi neri,

su cui fu incisa ogni storia,

senza un pick up,

senza un congegno di diffusione,

resteranno, per sempre,

un misterioso,

muto, messaggio.


 

Trekking in the wood

 

Trekking in the wood

 

Distant tramples

of hidden animals

on withered foliage.

 

 

The shadow of a shadow,

imperceptible,

brushes against me,

while I’m walking in the woods.

 

The sigh

of Life,

for a moment,

blows,

lightly,

on my life.

 

 

 

Trekking nel bosco

 

Calpestii lontani

d'animali nascosti,

su' secchi fogliami.

 

L‘ombra di un’ombra,

impercettibile,

appena mi sfiora

mentre cammino nel bosco.

 

Il sospiro

di tutta la vita,

per un attimo,

soffia,

leggero,

sulla mia vita.

 

 

 

Deforestation

 

The lone, naked tree

in the humid fog

laments

its lost brothers.

 

The lone tree

rises

moans of twisting branches

to a plumbeous sky

of clouds and sickly fumes.

 

Attempting impossible embraces

twisting in iron lattices,

new cold companions

without sprouts

without warbling.

 

The tree alone unique

solidly remains

beneath parallel threads of branches;

metallic plots

woven far away

by invisible spiders.

 

The lone tree, soaked of tears

and dark tars,

remains

a silent witness

of departed friends,

remains

the solitary memory

of a green Forest.

 

Disboscamento

 

L'Albero solo

nell'umida nebbia

piange

i fratelli perduti.

 

L'Albero solo

innalza

contorti lamenti di rami

al plumbeo cielo

di nubi e di fumi malsani.

 

E, tentando impossibili abbracci,

s'attorciglia ai tralicci di ferro,

suoi nuovi freddi compagni

senza germogli

e senza gorgheggi.

 

L'Albero, unico e solo,

saldamente resta,

sotto paralleli fili di rame;

metalliche trame

tessute lontano

da invisibili ragni.

 

L'Albero solo, resta

bagnato di pianto

e di scuri catrami,

resta

testimone muto

dei fratelli tagliati

e del verde perduto.

 

 

 

Last Refuges

Ultimi rifugi

 

Scruffles and rustles

Between the bushes and leaves

Indistinct stomping

 

Of hidden presences

Quivers of wings

Between branches in the forest.

 

Indecipherable symbols

Of a hidden world

Fearful presences

Surface uncertainties

Fearful

Of being discovered.

 

Flee from humans

To escape death.

 

 

Stropicci e fruscii

 fra i cespugli e le frasche

Calpestii confusi

di presenze nascoste

Fremiti d’ali

fra i rami del bosco.

 

Indecifrabili segni

d’un mondo nascosto,

Timorose presenze

che affiorano incerte

per la paura

d’essere scoperte.

 

Fuggire gli umani

per sfuggire alla morte.

 

 
 

 

Cathedral

 

The shady sky-high trunk cohorts,

dark, wrinkled pillars covered by moss,

raise to the sky the immense breath

of the wood’s life.

 

Curved frames of flexible branches,

green leafy panes swing;

gentle seesaws of vague embroidery

cradled by the slender July breeze.

 

Majestic rose-windows

mounted with leafy branches

trembling with shades and ribbons of light

seal, on the bottom, uncertain naves of freshness.

 

 

Life crawls in the humus and in the moss

amidst the clusters of thick bushes,

and chants a rosary of buzzes and whispers

cadencing the sacred music of the forests:

 

 The great organ of reeds and trunks

blows softly from breathing stems

the tiny drops rain from branches

vibrate arpeggios on spider webs

echo voice choirs with distant rustling,

light filigree of ferns

whisper chords beneath bushes

the fugue of notes swishing leaves

lost in the dense clusters of shrubs.

 

As the damp evening approaches

in the swinging leafy Cathedral,

unaware, humble, rises

the choral prayer of the Forest.

Let’s leave this last remaining Cathedral

The last Cathedral left,

to pray with the other living beings,

to join to the breath of the world,

to cradle ourselves in the sole wave

in which everything, fluctuating, rests.

 

 

 

Cattedrale

 

L'ombrosa schiera di altissimi fusti,

scuri, rugosi pilastri coperti di muschi,

innalzano al cielo l'immenso respiro

di tutta la vita del bosco.

 

Arcuati telai di flessibili rami,

dondolano  verdi vetrate di foglie;

lievi altalene d'incerti ricami  

cullate dalle deboli brezze di luglio.

 

Maestosi rosoni incastonati di fronde

tremolanti di ombre e di nastri di luci

chiudono al fondo,

incerte navate velate di freschi.

 

 

Brulica la vita nell'humus e nei muschi

fra gli intrecci  dei fitti cespugli,

e intona un  rosario di brusii e di bisbigli

che cadenza  il mistico canto

della musica sacra dei boschi :

 

il Grande Organo di canne e di tronchi

che soffia in sordina dai fiati dei fusti,

le piccole gocce piovute dai rami

vibrano arpeggi sulle tele dei ragni,

i sommessi gorgheggi d'uccelli nascosti

fan cori a più voci con ruscelli lontani,

i lievi ventagli di filigrane di felci

sussurrano accordi sotto gli arbusti

e la Fuga di note del frusciar delle foglie,

si perde nell'intreccio dei fitti cespugli.

 

All'approssimarsi dell'umida sera,

nell'oscillante Cattedrale di fronde,

inconsapevole, umile, sale

l'antica preghiera corale 

dell'eterna, maestosa, Foresta.

 

Lasciamo quest’ultimo Duomo che resta,

per pregare con gli altri viventi,

per unirci al respiro del mondo,

per cullarci nell’unica onda  

in cui tutto, fluttuando, riposa.

 

M. I. Trevisani Bach